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Petrolio, Iraq: export a livelli record
(Pag. 2)



La Redazione Articolo pubblicato il 19/05/2017 12:00:56
L’appoggio di Baghdad all’azione OPEC non frena la nazione dal raggiungere un vero e proprio record nelle esportazioni di greggio, con un volume valutato...

 

Sempre secondo gli analisti di Bloomberg l’Iraq ha pompato 4,41 milioni di barili giornalieri nel mese di aprile contro i 4,351 milioni di barili giornalieri prodotti nel mese di novembre, prima dell’implementazione degli accordi di Vienna avvenuta nel mese di gennaio: secondo le dichiarazioni delle autorità locali, l’Iraq è conforme al 100% con gli impegni presi a fine 2016.

La situazione risulta simile in Iran, nazione le cui esportazioni balzano a 2,14 milioni di barili giornalieri nella prima metà di maggio, in crescita di 366000 barili giornalieri rispetto allo stesso periodo del mese precedente (n.d.r.: ricordiamo che l’Iran è stato autorizzato ad aumentare il suo output sino a 3,8 milioni di barili giornalieri a seguito della delicata situazione geopolitica in cui versa).

L’Iraq si è impegnato a ridurre la produzione di 210000 barili giornalieri e, nonostante non sia un metro di giudizio attendibile al 100%, le esportazioni sono valutate al fine di quantificare la produzione delle nazioni; Baghdad non possiede una elevata capacità di stoccaggio, ragion per cui il prodotto estratto è trasferito in modo relativamente rapido alle navi cisterna.

L’impennata delle esportazioni è anche un riflesso dei problemi tecnici che hanno caratterizzato il mese di aprile, quando un terminal di carico venne danneggiato; i volumi riportati nell’articolo sono a tutti gli effetti delle proiezioni, per cui potrebbero verificarsi modifiche anche consistenti nelle valutazioni di fine mese.

In termini di produzione i dati in arrivo da Baghdad non sono certo esaltanti, soprattutto in vista del meeting del 25 maggio: una sovrapproduzione da parte di paesi come l’Iraq lascia intendere che si farà un maggiore affidamento su produttori come l’Arabia Saudita per compensare il sovraccarico.

 

Fonte - Bloomberg


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