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Petrolio, OPEC: è ora di abbandonare la nave dei tagli?
(Pag. 2)



La Redazione Articolo pubblicato il 17/07/2017 07:00:57
La strategia OPEC è stata condannata sin dall’inizio; tutto si basa sullo Shale e sarà meglio che lo capiscano in fretta

 

Le previsioni dell’analista si sono rivelate esatte: il Brent, nel secondo trimestre, ha scambiato a soli 79 centesimi di distanza dal target previsto (50 dollari, valori medi) ed ora vedremo se anche il WTI seguirà le proiezioni di Weinberg che lo vede ad una media di 48 dollari per barile nel corso del quarto trimestre 2017.

 

Abbandonare la nave

 

Secondo Commerzbank il Gruppo non ha scelta: l’unica opzione è quella di abbandonare i limiti di produzione e tornare alla vecchia linea commerciale basata su una massimizzazione della produzione in grado di spazzar via dal mercato la concorrenza: Devono far crollare i prezzi per spazzare via i produttori Shale - spiega Weinberg - e dopo puntare su un aumento dei prezzi a lungo termine”.

A questo punto si apre un vero e proprio dibattito e le voci che asseriscono l’esatto opposto di quanto dichiarato da Weinberg non sono certo poche e tra queste annoveriamo quella di Goldman Sachs, i cui analisti sostengono non solo che il Cartello dovrebbe perseverare nel suo operato, ma dovrebbero anche approfondire i tagli con una vera e propria “azione a sorpresa”, una sorta di Blitz Krieg in grado di sconvolgere i mercati innescando un rialzo delle quotazioni: in assenza di un intervento di questo tipo, sempre secondo gli analisti di Goldman, si rischia un affondo dei prezzi al di sotto dei 40 dollari.

L’attuale politica del Cartello è stata messa a punto dal ministro dell’energia saudita Khaled Al Falih  e si scontra apertamente con quella del suo predecessore Ali Al Naimi che sosteneva e sostiene l’esatto opposto…

 

Fonte Bloomberg


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