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La raccolta degli ETP sull’oro guadagna terreno



La Redazione Articolo pubblicato il 10/11/2017 18:00:18
Pubblichiamo un nuovo contributo di ETF Securities

Gli ETP sull’oro raccolgono investimenti per 20,6 milioni di USD per la seconda settimana consecutiva, dopo la pubblicazione di dati occupazionali contrastanti.

I robusti incrementi di prezzo nel mercato del greggio provocano deflussi importanti dagli ETP sul petrolio, per complessivi 73 milioni di USD.

Gli investimenti negli ETF azionari tematici globali registrano una spinta positiva e raccolgono 18,4 milioni di USD.

Le prese di beneficio determinano deflussi dagli ETP sul nickel, per complessivi 8,6 milioni di USD.

Gli afflussi negli ETP sull’oro crescono per la seconda settimana consecutiva, portandosi a 20,6 milioni di USD dopo la pubblicazione di dati occupazionali contrastanti. Negli ultimi mesi i livelli della raccolta sono diminuiti notevolmente per gli ETP sull’oro. A ottobre il tasso di disoccupazione è sceso, ma i salari si sono rivelati un elemento di debolezza (con una crescita del 2,4% a fronte del 2,7% stimato su base annua). “Tuttavia, con la creazione di circa 162.000 nuovi posti di lavoro rispetto al trimestre precedente e un’economia prossima alla piena occupazione, è ormai quasi certo che la Fed deciderà entro la fine dell’anno un terzo rialzo dei tassi, che accentuerà la pressione ribassista sui prezzi dell’oro nel breve periodo”, ha sostenuto Massimo Siano, Executive Director – Head of Southern Europe di ETF Securities.

Le prese di profitto generano deflussi dagli ETP sul petrolio per complessivi 73 milioni di USD, mentre prosegue inarrestabile il rally del mercato petrolifero. La scorsa settimana la riduzione delle scorte USA di greggio e prodotti petroliferi, risultante dai rilevamenti API, ha favorito un aumento delle quotazioni. Inoltre, secondo un sondaggio Reuters, a ottobre la produzione petrolifera dell’OPEC è diminuita di 80.000 barili al giorno, per effetto soprattutto del taglio di 120.000 barili al giorno in Iraq e dell’adesione record dell’86% a seguito del conflitto curdo. Sinora il rally petrolifero è stato sostenuto da robusti tagli alla produzione dell’OPEC e da una ripresa ciclica dell’economia. Le scarse probabilità che questo scenario perduri dovrebbero pesare sui prezzi del petrolio nel breve termine. “Le posizioni nette lunghe speculative sul Brent hanno raggiunto livelli record, due deviazioni standard sopra la media quinquennale, a indicare il maggior potenziale di una correzione dei prezzi del Brent rispetto a quelli del greggio WTI”, ha precisato Siano.

Gli ETF azionari tematici sulla robotica e sulla sicurezza informatica hanno continuato a registrare afflussi costanti durante la settimana, rispettivamente pari a 14 e 4,3 milioni di USD. Finora la stagione di pubblicazione dei risultati del terzo trimestre si è dimostrata ampiamente positiva per i titoli di questi due settori, con utili superiori alle aspettative rispettivamente per il 76% e per il 65% dei titoli della cybersecurity e della tecnologia a livello globale. È interessante notare che alcune azioni della cybersecurity hanno sopravanzato le stime degli analisti di un ampio margine. “Pur mantenendosi a livelli elevati in entrambi i sotto-settori, le valutazioni sono complessivamente allineate con la media di lungo periodo del comparto tecnologico”, ha aggiunto Siano.

Gli afflussi negli ETP azionari europei sono cresciuti di 5,1 milioni di USD, invertendo la tendenza della settimana precedente grazie ai rialzi record messi a segno dai benchmark tedeschi e britannici. A ottobre gli indici PMI manifatturieri dell’Eurozona hanno raggiunto il picco degli ultimi sei anni, a quota 58,5, alimentando le aspettative di una ripresa durevole nell’area della moneta unica. “Malgrado il primo innalzamento dei tassi attuato dalla Bank of England (BOE) da 10 anni, il ridimensionamento delle aspettative inflazionistiche e le incertezze sulla Brexit suggeriscono che la BoE non ha fretta di aumentare nuovamente i tassi nell’intento di sostenere le azioni del Regno Unito”, ha aggiunto Siano. 

Il recente vigore del prezzo del nickel ha favorito disinvestimenti dagli ETP su questo metallo, per complessivi 8,6 milioni di USD. “Il rinnovato ottimismo sulla domanda di veicoli elettrici - in un contesto di limitazioni dell’offerta - ha contribuito a sostenere i prezzi del nickel, saliti del 9% nella settimana”, ha continuato Siano.

“Nelle ultime 5 settimane i maggiori afflussi hanno riguardato gli ETP long sull’euro, che hanno raccolto un totale di 8 milioni di USD,” ha concluso Siano.



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