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Oro: a fine 2017 la rinascita
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La Redazione Articolo pubblicato il 17/07/2017 16:16:05
Alla fine del 2017 l’Oro ritroverà parte dello splendore andato perduto grazie ad una contrazione delle piazze azionarie: questa, riassumendo, è la view di Sprott Inc, gestore focalizzato sui metalli preziosi.

 

Alla fine del 2017 l’Oro ritroverà parte dello splendore andato perduto grazie ad una contrazione delle piazze azionarie: questa, riassumendo, è la view di Sprott Inc,  gestore focalizzato sui metalli preziosi.

“La prossima price action ad interessare l’Oro sarà guidata da una correzione del mercato azionario: è sicuro che non appena i mercati azionari inizieranno ad apparire volatili e rischiosi una grossa quantità di denaro fluirà verso il metallo giallo grazie alla presenza di investitori alla ricerca di una copertura contro il rischio delle piazze azionarie” (Peter Grosskopf, CEO di Sprott Inc.).

A gravare sui prezzi dell’Oro, in questo momento, sono le azioni delle Banche Centrali: in Canada, ad esempio, i tassi di interesse sono stati aumentati per la prima volta dal 2010 ed altre nazioni prevedono una stretta monetaria ma, a fronte di questo contesto di mercato, Peter Grosskopf fa notare come le economie sviluppate non siano così forti come potrebbe apparire in prima battuta, condizione che di fatto allontana le prospettive di un’azione immediata sui tassi.

“Quando si guarda alla storia degli ultimi 20 anni ogni volta che le Banche Centrali hanno iniziato i loro interventi si è assistito ad una dislocazione” (Whitney George, presidente di Sprott USA).

Gli analisti di Sprott, in termini di prezzo, prevedono un lingotto a 1400 dollari per oncia entro la fine del 2017.

 

 

 

Grosskopf sottolinea come attualmente l’Oro non sia assolutamente nel mirino degli investitori e proprio questa scarsità di investimenti fa si che il margine di crescita sia particolarmente ampio.

 

A seguire - Non solo Oro fisico



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