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Petrolio, Arabia Saudita: quanto può essere ridotta la produzione?



La Redazione Articolo pubblicato il 12/10/2017 07:00:28
L’Arabia Saudita ha promesso di fare qualsiasi cosa sia necessaria per porre fine all’attuale condizione di eccesso di offerta e, se manterrà fede agli impegni presi in relazione al mese di novembre, allora produzione ed esportazioni...

 

L’Arabia Saudita ha promesso di fare qualsiasi cosa sia necessaria per porre fine all’attuale condizione di eccesso di offerta e, se manterrà fede agli impegni presi in relazione al mese di novembre, allora produzione ed esportazioni saranno ridotte contemporaneamente di circa un milione di barili giornalieri rispetto all’anno passato.

Questo è tutto: questo è quello che può fare il più grande esportatore mondiale di greggio per sostenere i prezzi, ovvero pompare e vendere una quantità minore di prodotto.

La controllata statale saudita Aramco prevede una produzione di 9,77 milioni di barili giornalieri nel mese di novembre in corrispondenza dei livelli più bassi dal 2015 ad oggi: come detto in precedenza si tratta di una contrazione di circa 1 milione di barili rispetto ai 10,72 milioni prodotti nel mese di novembre 2016.  Il piano produttivo di Aramco è stato comunicato ai mercati dal ministro dell’energia nella giornata di lunedì, insieme alla notizia che i clienti della società riceveranno molto meno Petrolio di quanto avessero richiesto, ossia oltre 7,7 milioni di barili di greggio giornalieri contro i 7,1 milioni che la società prevede di fornire loro.

Di sicuro si tratta di spedizioni in crescita rispetto al mese di settembre (6,68 milioni di barili giornalieri secondo i dati di Bloomberg), ma siamo nettamente al di sotto degli oltre 8 milioni di barili giornalieri di novembre 2016 e poi non dobbiamo dimenticare che nei mesi estivi le spedizioni di greggio tradizionalmente rallentano a causa delle maggiori esigenze interne.

In buona sostanza i clienti di Aramco dovranno cercare altrove i 560000 barili giornalieri che ancora mancano, e tra i fornitori papabili troviamo Ecuador e Qatar, che però, per soddisfare le carenze saudite, dovrebbero vendere praticamente tutto il Petrolio da loro prodotto.

Cosa può ancora fare il Regno? Semplice: può sperare che nessuno ne approfitti - troppo - per guadagnare market shares…

 

Fonte Bloomberg


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