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Petrolio, OPEC: l’incubo diventa realtà
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La Redazione Articolo pubblicato il 14/02/2018 03:00:41
Da un articolo di Julian Lee, un’ottima disamina sui prezzi del Petrolio e di come questi stiano rovinando il sonno all’OPEC…

 

La recente ondata di produzione Shale ha condotto l’output USA a livelli storicamente elevati, ma c’è un elemento, nel mercato petrolifero, che è ancor più importante, stiamo parlando di un mix di fattori che rappresenta un vero e proprio incubo per l’OPEC, ovvero il succitato incremento della produzione Shale negli Stati Uniti ed una domanda in fase di rallentamento.  È finita qui? No, perché c’è di peggio: l’incubo sta diventando reale!

Nel corso della passata ottava i dati diffusi dalla Energy information Administration (EIA) hanno mostrato una produzione USA superiore ai 10 milioni di barili giornalieri per la prima volta dal 1970 ad oggi (a seguire il grafico della produzione USA di Petrolio dal 1920 a novembre 2018 ricavato dalla rubrica Today in Energy redatta dalla EIA e diffusa al pubblico nella giornata del 1°febbraio 2018).

Come abbiamo sottolineato in un articolo pubblicato sul nostro portale (Petrolio: la bufala del Boom della produzione) il brusco aumento produttivo evidente nella lettura dei dati settimanali non è di certo frutto di un’improvvisa e devastante ondata di ottimismo da parte dei produttori, ma rappresenta piuttosto una revisione dei dati ottenuta incrociando le rilevazioni su base settimanale con i dati - certi - su base mensile; il problema, tuttavia, non risiede tanto nei dati in se, ma nel fatto che nei mesi scorsi sono state davvero molte le critiche mosse nei confronti delle agenzie di settore accusate di sopravvalutare la capacità produttiva degli States, mentre ora sembrerebbe proprio che ad essere vera sia la condizione opposta, con le valutazioni dei dati settimanali relative ai mesi di ottobre e novembre che si sono rivelate inferiori a quelle condotte su base mensile per circa 370000 barili giornalieri (a questo proposito sottolineiamo che sarà bene prestare molta attenzione in quanto si potrebbero palesare discrepanze anche nei mesi di dicembre e gennaio).

L’aumento della produzione mostrato dai dati mensili è praticamente privo di precedenti e con un incremento di quasi 850000 barili giornalieri tra agosto e novembre fa sembrare lo Shale Boom del 2014 - 2015 roba da poco…

Molto probabilmente si arriverà alla conclusione che tale tasso di crescita non è stato mantenuto durante l’ondata di freddo che ha investito gli States, ma altrettanto vero è che al mercato verrà proposta una media produttiva a ridosso dei 10,25 milioni di barili giornalieri contro i 9,86 milioni che si otterrebbero analizzando i dati su base settimanale.

 

A seguire - Cosa significa tutto questo?



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