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Petrolio, OPEC: nessun eccesso di offerta in vista. Nemmeno con lo Shale Oil!
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La Redazione Articolo pubblicato il 17/04/2018 07:00:20
Tagli alla produzione e domanda solida: questi gli elementi che contribuiscono, secondo l’OPEC, all’abbattimento pressoché totale delle eccesso di offerta di greggio globale

 

La domanda solida abbinata ai tagli alla produzione implementati da OPEC e produttori alleati sono gli elementi che guidano il processo di abbattimento dell’eccesso di offerta globale di Petrolio, un processo che è giunto a pochi passi dal traguardo finale che vede le scorte allinearsi con la media quinquennale: questo è il quadro complessivo che il Cartello comunica ai mercati, un quadro che non verrà mutato nemmeno dalle previsioni che indicano un aumento dell’output di greggio da parte dei produttori rivali.

Parlando di produttori in competizione con OPEC ed alleati, il pensiero non può che andare allo Shale Oil statunitense che, come ben sappiamo, ha beneficiato del recente recupero delle quotazioni del Petrolio che hanno indotto un netto aumento dell’output a stelle e strisce.

In questo contesto, tuttavia, l’OPEC continua a produrre al di sotto dei limiti imposti dagli accordi di Vienna di fine 2016, con il Venezuela che vede crollare l’output sotto il peso di una crisi che non lascia scampo e con produttori come Libia ed Angola che si presentano ancora in uno stato di significativa difficoltà: in una condizione simile il finale può essere uno solo, ovvero un forte utilizzo delle scorte di prodotto che si traduce nel calo delle stesse citato appena sopra.

 

Mohammed Barkindo

“Abbiamo raggiunto un tasso di conformità superiore al 150% - spiega il segretario generale dell’OPEC Mohammed Barkindo - e da gennaio 2017 ad oggi l’eccesso di offerta si è ridotto di nove decimi con il prodotto a magazzino che si mostra superiore alla media quinquennale per 43 milioni di barili contro i 400 milioni di gennaio 2017.  Guardando al futuro si intravede una sana condizione economica globale accompagnata da una serie di dati positivi sulle vendite di auto degli ultimi mesi e da consumi in crescita negli USA, ovvero tutta una serie di elementi che potrebbero tradursi in un aumento della domanda di benzina e distillati.  Il tasso di conformità elevato mostrato da OPEC e produttori alleati sarà, inoltre, un elemento in grado di migliorare ulteriormente la stabilità del mercato sostenendo al contempo i prezzi del Petrolio e dei prodotti derivati”.

L’OPEC, nelle sue ultime dichiarazioni ufficiali, ha asserito che nel mese di marzo la produzione complessiva del Gruppo ha registrato un calo di circa 200000 barili giornalieri ad un totale di 31,96 milioni di barili giornalieri con contrazioni significative in Venezuela, Angola, Algeria,Arabia Saudita e Libia (la rilevazione è inferiore ai 32,6 milioni di barili giornalieri individuati dal Cartello come l’ammontare della richiesta complessiva per l’intero 2018).

 

A seguire - I tagli continuano


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