Utilizziamo i cookie, anche di terze parti, per alcuni dei nostri servizi.
Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Ulteriori Informazioni
Accetto Nego
Benvenuti su Commodities Trading
Vai alla tua area riservata   Accedi | Hai dimenticato la password?
Il primo portale italiano per il trading sulle materie prime

segnali operativi | opzioni su materie prime | corsi di trading | spread trading


Petrolio, Venezuela: Too Big To Fail. Cina e Russia incrociano le dita



La Redazione Articolo pubblicato il 06/11/2017 07:00:08
La volontà del presidente del Venezuela Nicolas Maduro di rinegoziare il debito da miliardi di dollari della nazione potrebbe complicare la vita a Cina e Russia, ma procediamo con ordine…

 

La volontà del presidente del Venezuela Nicolas Maduro di rinegoziare il debito da miliardi di dollari della nazione potrebbe complicare la vita a Cina e Russia, ma procediamo con ordine…

Nella giornata di giovedì Maduro ha colto di sorpresa gli obbligazionisti dichiarando di voler dare il via a quella che potrebbe essere una vera e propria ristrutturazione del debito del Venezuela (la scelta è caduta sull’uso del condizionale, in quanto se si tratterà di ristrutturazione o meno pare che non lo sappiano nemmeno in Venezuela; leggete questo articolo…) e le ripercussioni - negative, neanche a dirlo - sui bonds sono state praticamente immediate, ma l’intervento del presidente potrebbe essere stato calcolato a tavolino al fine di rassicurare quelli che sono i principali finanziatori di Maduro ed i clienti più importanti dell’industria petrolifera locale.

La controllata statale venezuelana PDVSA (Petroleos de Venezuela SA) controlla quelle che sono le maggiori riserve di Petrolio del mondo, ma la crisi senza precedenti che sta affrontando il paese ed i prezzi del greggio contenuti si sono rivelati elementi, insieme alle sanzioni USA, in grado di determinare un vero e proprio tracollo della produzione di greggio della società, che presenta ora un output ai livelli più bassi degli ultimi 4 anni.   Cina e Russia non hanno certo fatto l’errore di sottovalutare quanto accadeva in Venezuela ed entrambe le nazioni si sono tuffate nell’affaire Maduro investendo, sotto forma di finanziamenti, ben 60 miliardi di dollari destinati ad incrementare la produzione n loco, pagando in anticipo oltre un miliardo di barili di greggio.

“Il Venezuela è troppo importante per Cina e Russia per poter dichiarare il default: la questione è senza dubbio spinosa, ma Mosca e Pechino saranno la vera rete di sicurezza per Caracas” (Thomas Onley, Facts Global Energy).

 

In occasione di una conferenza tenutasi a Caracas, Nicolas Maduro ha dichiarato che il paese al collasso avrebbe tentato di incontrare i creditori al fine di discutere una rinegoziazione del debito, incluso quello di PDVSA.  La rinegoziazione in oggetto avviene in un momento cruciale per il Venezuela, che vede le sue entrate in corso di miglioramento grazie ad un prezzo del barile locale che balza a 52,9 dollari per barile, il livello più elevato da luglio 2015 ad oggi (il governo del Venezuela ha approvato il pagamento di un debito di PDVSA pari ad 1,1 miliardi di dollari) ma, al contempo, annovera riserve in valuta estera per soli 10 miliardi di dollari, un chiaro segno di come PDVSA potrebbe rimanere coinvolta in un processo di default molto disordinato…  

Nell’ormai lontano 2001 il Venezuela pompava 3 milioni di barili giornalieri di Petrolio mentre, nel mese di ottobre, l’output della nazione ammontava a soli 1,95 milioni di barili giornalieri.  L’affondare della produzione locale ha costretto PDVSA ad affidarsi sempre più sulle esportazioni al fine di poter miscelare il suo greggio di qualità notoriamente bassa con un Petrolio qualitativamente migliore e, come se non bastasse, la crisi economica che attanaglia Caracas ha fatto si che molte raffinerie operanti sul territorio nazionale siano oggetto di guasti e malfunzionamenti (quando non sottoposte a chiusura) a seguito degli scarsi investimenti che vanno inevitabilmente a pesare sulla manutenzione delle infrastrutture.

 

In forte calo (-35% tra agosto ed ottobre) le esportazioni verso gli Stati Uniti a seguito delle sanzioni imposte da Washington a seguito della violenta repressione che ha colpito gli attivisti “anti Maduro”.

L’inattività, in termini di acquisto, da parte delle raffinerie a stelle e strisce non è certo passata inosservata agli occhi vigili di Cina e Russia, con le spedizioni verso Pechino che nello stesso periodo si mostrano raddoppiate e con quelle verso la seconda (nelle vesti di Rosneft) più che triplicate.

Il reddito derivante dalle vendite a Cina e Russia è tuttavia limitato, poichè i barili spediti fanno parte di un rimborso alle due nazioni.

 

Cina e Russia

“Russia e Cina sono incentivate a finanziare solamente gli investimenti nel settore petrolifero al fine di poter rientrare dei prestiti concessi in precedenza: se il Venezuela riuscirà ad eseguire con successo la ristrutturazione suggerita da Maduro rinegoziando il debito con gli obbligazionisti, Cina e Russia sarebbero maggiormente incentivate nel sostenere Caracas, ma difficilmente concederanno prestiti al Venezuela al solo fine di rimborsare gli obbligazionisti…” (Francisco Monaldi, Rice University).

Rosneft ha finanziato PDVSA con circa 6 miliardi di dollari ed attualmente i vertici della società hanno dichiarato di non avere in programma ulteriori concessioni.

 

In cerca di ulteriori aiuti, PDVSA ha bussato alle porte di alcune oil trading houses, tra cui annoveriamo Trafigura, alla quale è stato chiesto il pagamento anticipato dell’80% di un contratto da 700 milioni di dollari.

Nessuna delle oil trading houses interpellate ha accettato di concludere affari con PDVSA; la raffineria Citgo (unità di raffinazione in America) è già stata posta a garanzia di alcune obbligazioni ed attualmente gli acquirenti abituali sono pronti a rivolgersi ad altri fornitori con le ovvie conseguenze negative del caso per il Venezuela.

L’attesa è ora per la giornata del 10 novembre, quando PDVSA sarà chiamata a rimborsare un altro prestito…

 

Fonte Bloomberg

SalvaSalva

SalvaSalva



Potrebbero interessarti anche...
Petrolio: È la tua ultima occasione
Editoriale
Armando Madeo 20/05/2017 10:00:13
Rivedremo i prezzi del greggio sui 60 dollari al barile? leggi tutto
Petrolio in Crash: ci svegliamo o no?
Editoriale
Gabriele Picello 05/05/2017 03:00:17
Il mercato si è svegliato? Gli investitori si sono svegliati? Verrebbe ... leggi tutto
Petrolio: quell’assurdità del picco di domanda
Editoriale
La Redazione 29/04/2017 10:00:23
E se la domanda di greggio non dovesse affrontare declini di ... leggi tutto
Abbonamenti
per i segnali operativi
Commodity Trading
Il servizio “Commodity trading” di Aldo Ierna, consiste in segnali operativi emessi principalmente su Materie Prime e basati su due metodologie ... leggi tutto

Commodity Report
Commodity Report è un servizio a cadenza settimanale basato sull’analisi indipendente dei principali mercati finanziari. Giancarlo Dall’Aglio pone l’attenzione sul focus ... leggi tutto

Questo sito non costituisce un’offerta o un impegno o un consiglio od una raccomandazione per l’acquisto di valori mobiliari. Le informazioni contenute in questo sito sono puramente indicative. In nessun caso COMMODITIES TRADING è responsabile dei danni che possono derivare dall’uso delle informazioni contenute in questo sito.

Le performance passate hanno molte limitazioni. Nessuna informazione nel sito vuol fare intendere che in futuro si potranno ottenere gli stessi profitti o perdite potenziali. Risultati completamente differenti da quelli presentati possono derivare ad esempio da modifiche strutturali del mercato, movimenti puntuali esplosivi e incontrollati del mercato, errori di sovradattamento del sistema ai dati. Le performance passate non sono indicazione né garanzia di performance future.

Il trading nei Futures è un’attività di investimento ad alto rischio per la quale è possibile perdere anche più del capitale depositato sul conto di trading. Entrando in questo sito si conferma di essere consapevoli dei rischi associati all’investimento in Futures.

La legge di riferimento per le informazioni contenute in questo sito è quella italiana. Eventuali persone che intendono utilizzare i nostri software dovranno verificare in autonomia e sotto la propria responsabilità le norme locali.
Tutti i diritti sono riservati © COMMODITIESTRADING ( è una divisione di Trading Media Group Srl ) - Sito web realizzato da NapoliWeb S.r.l. | Web Agency Napoli