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Petrolio: l'OPEC, il cilindro ed il coniglio che non c'è!
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Gabriele Picello Articolo pubblicato il 21/04/2017 06:00:21
Allo stato attuale il Cartello ha onorato completamente gli impegni contratti a Vienna, ma gli Shale producers a stelle e strisce si sono anch’essi dati da fare ed il loro output in crescita ha senza dubbio compensato parte dei tagli attuati da OPEC ed altri produttori esterni al Gruppo.

 

Il 25 maggio i membri OPEC e la Russia si riuniranno a Vienna al fine di discutere, tra le altre cose, una possibile estensione al secondo semestre dei tagli alla produzione decisi a fine 2016 ed implementati a gennaio 2017.

In vista dell’incontro il clima pare surriscaldarsi con stime di prezzo e commenti vari che fioccano da ogni dove ma, tra tutte queste opinioni (sempre autorevoli...) che potrebbero anche metterci lievemente in confusione un dato è certo: le scorte di Petrolio non hanno subito la contrazione che OPEC & Co si attendevano.

Allo stato attuale il Cartello ha onorato completamente gli impegni contratti a Vienna, ma gli Shale producers a stelle e strisce si sono anch’essi dati da fare ed il loro output in crescita ha senza dubbio compensato parte dei tagli attuati da OPEC ed altri produttori esterni al Gruppo.

 

 

 

Ed ora veniamo ad un commento rilasciato da Eugen Weinberg (Commerzbank) che dichiara senza mezzi termini:

“L’OPEC è come un mago che agita le mani tentando di tirar fuori il coniglio dal cilindro: peccato che manca il coniglio... Hanno fatto tutto quanto in loro potere attuando i tagli alla produzione, ma l’effetto è inesistente!”.

Le parole di Weinberg – onestamente uno dei commenti più schietti che abbia letto – derivano da una semplice constatazione delle condizioni di mercato: con la contrazione produttiva l’OPEC e gli altri produttori aderenti agli accordi di Vienna avrebbero dovuto sostenere i prezzi eliminando un surplus di circa 300 milioni di barili superiore alla media quinquennale di riferimento. Se si osserva quanto accaduto con questi parametri di valutazione allora l’accordo, semplicemente, non ha funzionato, con buona pace di Barkindo...

 

Leggi qui le dichiarazioni del segretario generale OPEC Mohammed Barkindo

 

Alla fine di dicembre le scorte commerciali di greggio delle 35 nazioni OECD (Organization for Economic Cooperation and Development) si attestavano a quota 2,98 miliardi di barili, divenuti poi 3,06 miliardi nel mese di gennaio 2016 a seguito del termine delle spedizioni di prodotto OPEC messe in calendario prima dell’entrata in vigore degli accordi di Vienna.

 

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