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Petrolio: l'accordo c'è, e la Russia vince la battaglia



La Redazione Articolo pubblicato il 01/12/2017 03:00:22

I tagli alla produzione sono stati estesi ed il Petrolio non ha reagito come ci si poteva attendere (o forse si…?), fatto sta che le quotazioni non si sono praticamente mosse nella giornata di ieri, ma...



 

I tagli alla produzione sono stati estesi ed il Petrolio non ha reagito come ci si poteva attendere (o forse si…?), fatto sta che le quotazioni non si sono praticamente mosse nella giornata di ieri, ma complessivamente ci troviamo di fronte alla terza chiusura mensile in verde, con il mese di novembre che termina con un gain del 5,6%.

Come abbiamo visto nel report dedicato pubblicato ieri sera, l’OPEC (non) ha stupito i mercati estendendo gli accordi sino al termine del 2018 ed alla fine del meeting è stato reso noto che anche Nigeria e Libia fanno ora parte della strategia del Gruppo, ma anche qui ci sarebbe da dire: facciamo i classici “conti della serva”!  La Nigeria pompa circa 1,8 milioni di barili giornalieri (in assenza di eventi esogeni) la Libia fatica ad arrivare ad 1 milione… A mio avviso, ma questo ovviamente è un parere personale, il dichiarare un cap complessivo di 2,8 milioni di barili giornalieri  è la classica NON notizia, alla faccia di tutti quegli analisti che per mesi hanno parlato di un meeting che avrebbe cambiato le carte in tavola ma che, fondamentalmente, lascia tutto come prima!

Da maggio, mese in ci si è tenuto l’ultimo meeting OPEC, il Petrolio ha messo a segno un rialzo del 17% e da li in poi si è assistito ad un intensificarsi della diplomazia tra Arabia Saudita e Russia, con quest’ultima che, a tutti gli effetti, ha avuto la meglio mostrando ancora una volta come la presa di Mosca nell’area medio orientale sia sempre più ferma.

Riyadh e Mosca supervisioneranno la conformità dei produttori coinvolti nell’accordo, con i sauditi che, in questo modo, rafforzano il legame con il Cremlino.

Nessuna novità per quanto riguarda un’eventuale exit strategy, con il ministro del Petrolio della Nigeria Emmanuel Kachikwu che specifica che il meeting di giugno vedrà riunirsi nuovamente i produttori solamente per rivedere lo stato dell’accordo e non per implementare una strategia di uscita, una dichiarazione che si presenta in contrasto con quella rilasciata dal ministro dell’energia della Russia Alexander Novak che spiega come il meeting di metà anno sarà utile per comprendere eventuali azioni da intraprendere.

Come si evince dall'immagine a seguire (fonte Bloomberg) non si notano particolari variazioni delle quotazioni, con il WTI che termina gli scambi praticamente a ridosso della parità e con il Brent che si mostra lievemente più tonico

Concludiamo con il commento di Rob Haworth (U.S. Bank Wealth Management) che dichiara: “ Il mercato ha avuto esattamente quello che si aspettava: hanno esteso i tagli, ma con molta cautela…”.

 

Fonte Bloomberg

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