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Petrolio: l’ottimismo regna ad Abu Dhabi



La Redazione Articolo pubblicato il 09/08/2017 08:00:44
Esaminando le dichiarazioni rilasciate al termine dell’incontro la prima cosa che balza all’attenzione è che, sostanzialmente, non sono emerse novità degne di nota...

 

Nella giornata di ieri si è concluso un meeting di due giorni che ha coinvolto Russia, Kuwait, Arabia Saudita ed i funzionari della sede centrale OPEC di Vienna: obiettivo dell’incontro esaminare il tasso di conformità dei produttori con particolare attenzione alla situazione di Iraq, Emirati Arabi Uniti, Kazakhstan e Malesia.

Esaminando le dichiarazioni rilasciate al termine dell’incontro la prima cosa che balza all’attenzione è che, sostanzialmente, non sono emerse novità degne di nota: Iraq ed Emirati Arabi Uniti sono stati ammoniti per aver mostrato un tasso di conformità decisamente poco soddisfacente, mentre Malesia e Kazakhstan mostrano un output in crescita.

“Le discussioni sono state condotte in un clima disteso e si sono rivelate fruttuose, con i paesi partecipanti al meeting che dichiarano di voler contribuire a portare al 100% il loro tasso di conformità”: questa la dichiarazione resa dall’OPEC al termine dell’incontro, unico neo la mancanza di dettagli relativi alla modalità di raggiungimento degli obiettivi.

“Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kazakhstan e Malesia hanno espresso il loro massimo sostegno in merito al programma di monitoraggio in essere e comunicano la loro piena volontà di collaborare con JTC e JMMC al fine di raggiungere la massima conformità nel corso dei prossimi mesi”: anche questa, seppur sia molto positiva, parrebbe essere la classica “dichiarazione di facciata” resa pubblica al solo fine di calmare le acque in quanto le agenzie ci dicono che le critiche nei confronti dell’operato delle cosiddette “fonti secondarie” (ossia gli enti incaricati di rilevare i dati relativi alla produzione dei paesi aderenti agli accordi di Vienna) non sono certo mancate, con Iraq ed Emirati Arabi Uniti che accusano le stesse di aver fornito dati iniziali troppo bassi, un elemento che costringerebbe le due nazioni a praticare una contrazione produttiva maggiore del necessario.

Concludendo, verrebbe da dire che non vi è “nulla di nuovo sul fronte occidentale” (medio orientale, in questo caso…), ma come sempre la situazione va monitorata nel dettaglio in quanto un improvviso intervento da parte di OPEC ed alleati non è certo un elemento da escludere a priori, soprattutto in un momento di elevata incertezza come quello attuale.

 

Fonte Reuters


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