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Petrolio: la battaglia per le quote di mercato non conosce tregua
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La Redazione Articolo pubblicato il 10/01/2017 08:00:50
La battaglia per le quote di mercato non è certo finita con gli accordi di Vienna e l’Arabia Saudita reso noto che manterrà intatte le estrazioni dei gradi di greggio idonei a competere con Stati uniti ed Africa mentre, al contrario, onorerà gli impegni presi riducendo l’output delle altre varietà di prodotto.

 

La battaglia per le quote di mercato non è certo finita con gli accordi di Vienna e l’Arabia Saudita reso noto che manterrà intatte le estrazioni dei gradi di greggio idonei a competere con Stati uniti ed Africa mentre, al contrario, onorerà gli impegni presi riducendo l’output delle altre varietà di prodotto.

La nazione ha in programma di ridurre la produzione dei gradi medi e pesanti al fine di raggiungere il target previsto in termini di contrazione produttiva e questo di fatto aiuterà Riyadh a concentrarsi sulla produzione dei gradi maggiormente redditizi come l’Arab Light ed Extra Light, un evento che aumenterà la presenza a mercato di questi gradi pregiati ed incrementerà la concorrenza con gli altri produttori.

La maggioro parte della contrazione produttiva concordata a Vienna sarà localizzata nel Medio Oriente ma, se da una parte l’Arabia Saudita riconosce la necessità di ridurre la produzione per sostenere il mercato in un’azione comune, dall’altra si trova di fronte alla necessità di non perdere quote di mercato, soprattutto in Asia, area geografica che si presenta come il maggior mercato di prodotto a livello globale.

La controllata statale Saudi Arabian Oil Co (meglio nota come Aramco) ha già provveduto ad informare alcuni raffinatori asiatici a proposito di una riduzione dei volumi di esportazione, una riduzione che, tuttavia, dovrebbe non risultare superiore al 10% nella maggior parte dei casi.

 

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