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Petrolio: si chiude una settimana scoppiettante
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Armando Madeo Articolo pubblicato il 13/05/2017 10:00:10

Davvero una settimana ad alta tensione quella che si è chiusa ieri e che ha visto il WTI essere scambiato poco sopra i 48 dollari, riguadagnando circa 3 dollari rispetto alla settimana precedente



 

Davvero una settimana ad alta tensione quella che si è chiusa ieri e che ha visto il WTI essere scambiato poco sopra i 48 dollari, riguadagnando circa 3 dollari rispetto alla settimana precedente. È sicuramente un rimbalzo di tutto rispetto, se teniamo conto del baratro in cui sarebbero potuti piombare i prezzi nel caso in cui gli scenari e le notizie macroeconomiche fossero state diverse dai riscontri ottenuti, ma andiamo con ordine. Nonostante emergono dati interessanti dal report mensile OPEC, gli analisti li hanno momentaneamente accantonati in favore del dato sulle scorte americane, che in effetti si è rivelato essere il vero market mover settimanale. Per certi aspetti questo è positivo, perché come vedremo a breve le scorte hanno subito un calo impressionate, drastico e fuori da ogni previsione; dall’altro lato però questo non è molto incoraggiante in prospettiva futura! Un calo così forte è difficilmente replicabile ed in oltre gli operatori sanno perfettamente che lasciare che il mercato nutra aspettative continuative sulle scorte USA di questi tempi è certamente deleterio.

 

 

I dati dell’EIA mostrano questa settimana un calo delle scorte che è il più grosso del 2017, ben - 5,247M (contro -1,786M delle previsioni), ma anche una diminuzione delle scorte di prodotti raffinati e dell’importazione di crude oil. Diminuisce quindi tutto l’inventario dei prodotti petroliferi e migliora il quadro dei prodotti raffinati, nel pieno rispetto della stagionalità, con conseguente aumento del costo della benzina. Quanto detto si traduce in un Mercoledì in cui gli scambi hanno visto un notevole incremento delle posizioni speculative long.

Dov’è l’inghippo? Ebbene ce n’è più di uno. Il primo lo abbiamo citato qualche riga più su; le scorte sono si in netta diminuzione, si è accodato a questo anche il calo dei prodotti raffinati, però la produzione Americana è sempre sui massimi e i tagli dell’OPEC ormai sono stati ormai quasi pareggiati. Inoltre la conta degli impianti di trivellazione della Baker Hughes ha mostrato per l’ennesima volta un aumento, questa volta di 9 unità.

 

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