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Petrolio in Crash: ci svegliamo o no?
(Pag. 1)



Gabriele Picello Articolo pubblicato il 05/05/2017 03:00:17

Il mercato si è svegliato? Gli investitori si sono svegliati? Verrebbe da chiederselo in un contesto come quello attuale...



 

Il mercato si è svegliato? Gli investitori si sono svegliati? Verrebbe da chiederselo in un contesto come quello attuale: a fine giornata, ieri, le testate online specializzate erano colme di commenti di osservatori che quasi sembravano in preda al panico osservando un crollo di oltre cinque punti percentuali che spinge il barile a ridosso dei 45,4 dollari (WTI, vedi grafico a seguire con fonte BarChart).

 

 

 

Non mi dilungo in considerazioni sulle evidenze grafiche, ma voglio commentare insieme a voi alcune osservazioni fatte dai “guru” dei mercati…

Si parla di produzione Shale, di accordi OPEC che non vengono più presi in considerazione dal mercato, si parla di Stati Uniti che “schiacciano il piede sull’acceleratore” ed aumentano la produzione ad un ritmo più che elevato e, soprattutto, si parla di Scorte USA che, a fronte dei recenti cali, rimangono elevate… Ma dai? Davvero?    Se fosse un faccia a faccia non credo che la mia risposta non sarebbe di quelle “politically correct”.  

Ormai da tempo mettiamo in guardia proprio da un contesto come quello attuale, caratterizzato da scorte elevate e produzione in aumento, sentite cosa diceva Giancarlo Dall’Aglio in questa intervista

 

 

Accordi o meno, difficilmente con delle scorte a questi livelli i prezzi potrebbero mettere a segno rialzi sostenuti o, quantomeno, di una comprovata solidità.  E questo è proprio quanto è accaduto: il mercato è stato “pompato” a dovere con gli operatori che hanno accumulato posizioni Long in quantità decisamente elevate, un altro elemento che, osservando la situazione nel suo insieme, avrebbe dovuto farci riflettere.

 

A seguire - Opzioni: la scelta migliore

 



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