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Speciale Mais: il 2018 sarà un anno in verde?
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La Redazione Articolo pubblicato il 05/01/2018 07:00:16
I prezzi del Mais saranno in grado di abbandonare la strada del ribasso nel corso del 2018? Leggiamo cosa ci dicono i Big!

 

Ormai dal 2012 i prezzi del Mais non sembrano in grado di terminare l’anno con un incremento delle quotazioni, ma cosa ci attende nel 2018? I fondamentali propri del prodotto saranno in grado di indurre un rialzo delle quotazioni? E le rese dei raccolti USA incideranno negativamente sui prezzi?

Leggiamo cosa ci spiegano i Big di settore!

 

Mike McGlone (Bloomberg Intelligence)

“La richiesta globale di Mais non è mai stata così forte come in questo momento e, soprattutto, in un contesto connotato da quotazioni così contenute.  Positive anche le proiezioni sull’export di etanolo statunitense che potrebbe senz’altro concorrere a sostenere le quotazioni del Mais.  L’Etanolo americano a combustione pulita (ed a basso costo) attrae sempre più quelle nazioni intenzionate a ridurre le emissioni delle autovetture, Cina in primis.  Significativa la debolezza del dollaro USA che nel 2017 registra la peggior performance dal 2009.  Le proiezioni per il 2018 indicano che la richiesta di Mais da destinarsi alla produzione di Etanolo supererà quella per l’alimentazione animale in un contesto dive i prezzi contenuti del prodotto riducono sensibilmente la possibilità di un aumento della produzione USA: per la prima volta l’acreage della Soia sarà superiore a quello del Mais, un fattore che concorre a ridurre la produzione complessiva.  La produzione di Mais si presenta in declino anche nel 2017 nonostante una resa per acro che ha raggiunto livelli record e questo ci mostra chiaramente quanto i prezzi bassi siano in grado di condizionare la produzione”

 

Commerzbank

“La produzione globale di Mais nel corso della stagione 2017 - 2018 sembra destinata a scendere ben al di sotto di quella della stagione precedente con i raccolti USA che si sono mostrati in fase di contrazione al pari di quelli di Messico ed Ucraina che si presenta seguito delle condizioni meteo avverse.  Negative anche le proiezioni per il Brasile, dove si attende un declino di circa il 5%.  Detto questo, le previsioni indicano un aumento delle scorte nei principali paesi esportatori in un contesto dove lo stock to use ratio si conferma a livelli non in grado di destare preoccupazioni di sorta.  A fronte di questo contesto è plausibile attendersi un lieve aumento delle quotazioni nel caso in cui si dovesse osservare un calo delle scorte globali conseguente ad un aumento della domanda.  Le nostre previsioni indicano un prezzo medio per l’ultimo trimestre 2018 pari a 370 USd/bu”.

 

Mike Zuzolo (Global Commodity Analytics)

“Il mio obiettivo relativo alle entrate lorde per acro derivante dalle vendite cash  è di 800 - 900 dollari nel corso del 2018.  Pensate che sia troppo aggressivo? Non è così soprattutto se lo stock to use ratio rimane a ridosso dei minimi di tre anni (19%) e se l’attenzione degli investitori dovesse spostarsi dalle piazze azionarie alle commodities.  Il posizionamento dei fondi in questo scorcio di 2018 rivela una forte esposizione short ed ancor più importante è il posizionamento dei Commercials.  La correlazione tra i prezzi del Mais con le posizioni dei Commercials è impressionante: quando uno dei due sale l’altro registra un minimo e viceversa ed attualmente la net long position dei Commercials ha registrato un picco nel mese di novembre 2017”.

 

A seguire - Goldman Sachs e Rabobank



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