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Speciale Zucchero



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 01/06/2011 15:14:21


               Commodity report  del 1 Giugno 2011
                                

Lo zucchero rientra nella categoria delle cosiddette “soft commodities” o “coloniali”; è una materia prima agricola ed è il prodotto della lavorazione sia della canna da zucchero, sia della barbabietola. Lo zucchero di canna rappresenta il 70% della produzione mondiale ed i  maggiori paesi produttori sono Brasile, India, Cina e Tailandia.

Lo zucchero negli anni ha dovuto fronteggiare la concorrenza dei dolcificanti come fruttosio e sciroppo di mais, nonché dei dolcificanti di sintesi.
Mentre la domanda proviene per l’80% dai paesi sviluppati, circa il 70% della produzione è consumata nei paesi di origine.

L’utilizzo come base per la produzione di Etanolo in Brasile ha contribuito al supporto dei prezzi sin dal 2006. Il Bras634425386031406250_CO mayor productors sug.gifile, infatti, è  il primo produttore mondiale di zucchero ed è anche il maggiore produttore ed utilizzatore di Etanolo per il trasporto su strada. Il prezzo dello zucchero quindi, al pari di quello del mais,  in fasi di mercato rialziste per il Petrolio, è influenzato, almeno in parte, anche da questo fattore.

Come abbiamo già avuto modo di dire spesso negli ultimi mesi, un elemento che incide tantissimo sull’entità dei raccolti è  il meteo; i cambiamenti climatici in atto nel nostro pianeta, in particolare negli ultimi due anni, hanno influenzato in maniera decisiva l’andamento dei prezzi, spingendoli al rialzo a causa del premio al rischio maggiorato che gli operatori calcolano nelle fasi critiche per il raccolto.

 In base a quanto esposto le condizioni meteorologiche nei principali produttori di questa commodity sono da tenere in grande considerazione per l’impatto sui raccolti.
La domanda stessa è, almeno nel breve periodo, anelastica rispetto al prezzo, quindi i prezzi sono reattivi alle notizie sui raccolti. In particolare la canna da zucchero presenta una finestra temporale limitata per i raccolti e ciò comporta che  condizioni meteo non favorevoli, come le piogge troppo abbondanti,  possano ridurre la percentuale di zucchero disponibile. Un altro problema è rappresentato dalle oltre 40 diverse specie di insetti che possono attaccare la canna da zucchero.


Stagionalità

Per quanto riguarda la stagionalità, le finestre temporali rialziste sono situate tra l’autunno e l’inverno, periodo critico per il raccolto brasiliano, mentre tra Febbraio e Aprile, solitamente gli operatori tendono a liquidare parte delle posizioni rialziste sulle scadenze del vecchio raccolto, in favore del nuovo raccolto per la stagione successiva. 


News

Il 12 Maggio i partecipanti al Kingsman Asia Pacific Sugar Conference si sono trovati d’accordo sulla possibilità di vedere i prezzi al di sotto dei 20 cents/libbra prima della fine dell’anno.

Il 13 Maggio la  International Sugar Organization ha dichiarato di attendersi una produzione mondiale in surplus di almeno 3 milioni di tonnellate nel 2011-2012 e un surplus di circa 1.25 milioni di tonnellate nel  2012-2013

Queste stime sono la conseguenza degli ottimi raccolti previsti in India, che tra l’altro quest’anno ha riaperto le esportazioni e del raccolto record previsto  in Tailandia.
Incrementi nella produzione si prevedono in generale per i paesi dell’Unione Europea e per i paesi Europei non-UE.

L’analista Jonathan Kingsman stima un surplus nella produzione per l’anno che è cominciato il 1/10/2010 di 2.44 milioni di tonnellate, un cambiamento radicale rispetto alla precedente previsione di defici di 102.000 ton.,  previsto a Febbraio 2010.

Il surplus mondiale potrebbe aumentare sino alle 10.57 milioni di tonnellate nel 2011-2012, come risultato di una maggiore produzione in EU, Russia, Tailandia e Cina affiancato da una simultanea diminuzione della domanda globale (fonte Kingsman SA).

La Tailandia, secondo esportatore mondiale, potrebbe produrre circa 3 milioni di tonnellate in più rispetto alle stime iniziali di Thai Cane Sugar Corp., il che porterebbe il raccolto dell’anno a 6.8 milioni di tonnellate.

Non fosse stato per questo raccolto record, le quotazioni avrebbero potuto raggiungere anche i 40 cents/libbra. Gli effetti di questo raccolto tailandese sono anche di alleggerire la pressione sui porti brasiliani, che stanno già fronteggiando una situazione di congestione prima dell’inizio del picco stagionale della lavorazione della canna, quest’ultimo un tipico fattore bullish.

Si stima che la produzione tailandese potrebbe raggiungere i 100 milioni di tonnellate nel 2011-2012 dai 93 previsti per l’anno in corso (fonte Khonburi Sugar Public Co., uno dei maggiori produttori tailandesi).

In aggiunta alla Tailandia,  l’India, secondo produttore mondiale, potrebbe vedere la sua produzione valere 25.7 milioni di tonnellate nel 2011-12, in aumento del 6,7% in confronto al 2010-11.
Il rilascio di circa 500.000 tonnellate di zucchero da parte dei produttori indiani, in anticipo e al di fuori delle restrizioni imposte dal governo locale, dovrebbero ulteriormente aiutare un assestamento dei prezzi verso il basso.

Contemporaneamente i raccolti Australiani per la stagione  che si concluderà il 30 Giugno, sono previsti in forte calo, a causa delle inondazioni.
L’Australia, terzo esportatore mondiale, vede le sue produzioni scendere al livello più basso degli ultimi 20 anni con 3.6 milioni di tonnellate nel 2009-10, con una produzione prevista per il 2010-11 in ulteriore calo a 3.5 milioni di tonnellate.

Brasile, Tailandia e India insieme determineranno quindi il trend per i prezzi dello zucchero sino alla fine dell’anno.

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 Vecchio e Nuovo raccolto

Nel settore Soft Commodities, il cotone e lo zucchero sono materie prime che crescono sugli alberi, invece che nel terreno, pertanto tendono a mostrare degli aspetti di stagionalità più definiti tra vecchio e nuovo raccolto rispetto al caffè, succo d’arancia e cacao.
Lo zucchero e il cotone presentano dunque aspetti fondamentali simili e sono fuori dalla lotta per gli acri a disposizione a livello mondiale.

Lo zucchero è stato nel 2010 una delle “star” tra le materie prime con molti operatori che hanno anticipato previsioni di ulteriori rialzi dei prezzi verso l’alto anche per il 2011, dovuti alle scorte in calo per i vecchi raccolti. Le notizie dei nuovi raccolti , supportate da condizioni climatiche favorevoli, hanno invece portato un cambiamento nel sentiment del mercato, via via che lo sviluppo delle coltivazioni e le stime sui raccolti hanno cominciato a far sentire il loto effetto.

Con i raccolti brasiliani ormai in dirittura d’arrivo e con notizie di condizioni ottimali che hanno spazzato le preoccupazioni di inizio anno derivanti dalla siccità che minava  le quantità previste, i prezzi sono scesi dal recor634425388402187500_co sug ratio.gifd assoluto fatto segnare ad inizio febbraio a 36 cts e hanno sfiorato quota 20 cts ad inizio maggio.
In questa fase si è aperta un finestra temporale rialzista, con il focus sul raccolto del 2011 / 2012, anche se bisogna non si deve perdere di vista quanto affermato sopra, in merito all’abbondanza dei raccolti attuali.

Ciò che è stato inusuale per il bull market del 2010 è che il motivo sottostante ai rialzi risiedeva nelle scorte globali ridotte per i due anni precedenti (2008-09), mentre il movimento rialzista di inizio 2011 non era riconducibile allo stesso motivo, ma semplicemente ad una diminuzione delle stime di questo surplus. La verità è che sullo zucchero, come su tante altre commodities, si è scatenata la speculazione , grazie ampia disponibilità di denaro nelle mani delle banche d’affari, soprattutto a partire dall’estate 2010, quando fu ufficialmente promesso il QE2.


Distruzione della domanda.

Questa potrebbe essere la frase che accompagnerà il 2011 per lo zucchero, dopo i prezzi record registrati all’inizio di quest’anno.
Come spesso accade, anche se in modo meno evidente che per altre commodities, gli operatori “commercials” si ritirano ed aspettano momenti migliori per i loro acquisti, intimoriti da prezzi troppo elevati.


 Riassumendo

I fattori ribassisti sono le stime sulla maggiore produzione di Brasile, India, Tailandia ed un calo della domanda derivato dai prezzi record di inizio anno. La combinazione di questi fattori porterebbe ad un conseguente surplus ed una pressione sui prezzi sino ai 17-18 cents per libbra.

Sono tuttavia presenti fattori rialzisti, che potrebbero sostenere i prezzi nel breve-medio periodo ed accendere un eventuale rally. Questi sono rappresentati dalle possibilità di eccessive piogge in Brasile, che rallenterebbero la raccolta e ne metterebbero a rischio la qualità, nonché dalla riduzione del raccolto in Australia che potrebbe protrarsi anche per i prossimi 2-3 anni, dopo la distruzione di molte zone coltivabili  in seguito alle recenti alluvioni.

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 Ricerca dei fondamentali a cura di Gianluca Zodio.

 

 

 

 




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