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Tim Draper: due cuori ed un Bitcoin



La Redazione Articolo pubblicato il 12/11/2017 10:00:16
Tim Draper era a Lisbona, presenziava ad una conferenza sulla tecnologia, e mentre passeggiava all’interno di un padiglione è stato avvicinato da un giovane imprenditore che forniva dettagli su una nuova ICO…

 

Tim Draper era a Lisbona, presenziava ad una conferenza sulla tecnologia, e mentre passeggiava all’interno di un padiglione è stato avvicinato da un giovane imprenditore che forniva dettagli su una nuova ICO… Nel giro di pochi minuti a parlare di ICO erano due imprenditori, poi tre, quattro e così via… Una domanda ora sorge spontanea: chi è questo Tim Draper (immagine a seguire), in grado di catalizzare l’interesse di questi imprenditori che non parlano di nulla, se non di ICOs?

A ben guardare, coloro che intendono proporre una ICO fanno bene a rivolgersi a Draper: fondatore di Draper Fisher Jurvetson, il nostro Tim è da sempre un sostenitore dell’innovazione tecnologica, iniziò con Hotmail, Tesla, Skype ed ora ha dichiarato ai media di essersi innamorato del Bitcoin nel 2009 a poca distanza dalla creazione della valuta digitale per eccellenza.

Come tutte le storie d’amore, anche quella tra Draper e la regina delle cyptovalute mostra alti e bassi: nel 2014, ad esempio, durante l’attacco informatico sferrato all’exchange nipponico Mt.Gox, il nostro Tim venne derubato di 40000 Bitcoin e Draper si convinse che lo scandalo avrebbe condotto direttamente alla fine della cryptovaluta ma, osservando la situazione con più calma, si disse: Il valore è sceso del 10% - 20% sulle notizie, non è niente: avrebbe dovuto andare a zero!” e la storia d’amore tra i due continuò…

Alcuni mesi dopo lo scandalo Mt.Gox un sempre più convinto Draper acquistò 30000 Bitcoin ad un’asta condotta dallo U.S. Marshals Service (i 30000 Bitcoin erano frutto di un sequestro ai danni del famoso Silk Road, sito collocato nel Dark Web che fungeva da punto di incontro per narcotrafficanti ed altri procacciatori ed acquirenti di materiale illegale): Draper pagò 18 milioni di dollari per aggiudicarsi il blocco intero, una cifra esorbitante, ma ora quei 18 milioni di dollari sono diventati 213 milioni, un balzo del 1083% che ha reso Tim Draper un accanito sostenitore delle cryptovalute.

“Questa - spiega Draper - è la più grande innovazione dopo internet: è una trasformazione, un vero e proprio movimento”.

Non mancano certo i detrattori - Jamie Dimon in testa a tutti - e non mancano gli indecisi (come si classifica il Bitcoin? Valuta? Commodity?), ma quel che è certo è che ora sono oltre 1270 le valute digitali emesse con un valore totale che, secondo il sito CoinMarket Cap, ammonta a 205 miliardi di dollari.

E per quanto concerne la fraudolenza? Il Bitcoin è una frode? I regolatori sembrano essere sempre più preoccupati da questa eventualità e questo si traduce negli avvenimenti di Cina e Corea del Sud, dove le autorità preposte hanno bandito le ICOs, ma anche l’americana SEC non scherza chiedendo che le ICOs si trasformino in più ordinarie IPOs.

In ogni caso, qualunque siano i rischi - reali o meno - le valute digitali si stanno espandendo sempre più e l’interesse si estende anche a realtà come CME e CBOE che si mostrano sempre più interessate ad entrare in questo grande business, ma di questo parleremo domani sera in un articolo dedicato proprio a questo tema…

 

Fonte Bloomberg


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