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Petrolio: le Fake News che abbattono il mercato
(Pag. 2)



La Redazione Articolo pubblicato il 16/07/2017 10:00:38
Il Petrolio è entrato nuovamente in un bear market? Bene: sappiate che produzione, offerta, accordi, OPEC e quant’altro non c’entrano nulla

 

Il dato sulle scorte evidenziato da R. James include, e questo è un fattore decisamente rilevante, l’ampio drenaggio delle riserve strategiche statunitensi (SPR) che, nel corso dell’anno, sono state ridotte in modo considerevole e quindi, se tenute in considerazione nel conteggio complessivo, influenzano in modo rilevante il risultato finale.

Passando alla richiesta di benzina si rileva un contesto tutto sommato simile a quello del greggio con i dati sul calo della domanda che risultano “amplificati” e non allineati con le rilevazioni sulle miglia percorse; anche i timori sull’aumento dell’utilizzo di autovetture elettriche non sono realistici in quanto queste non rappresentano una vera e propria minaccia come, al contrario, percepiscono molti investitori.

Altrettanto sopravvalutata, secondo R. James, è la minaccia derivante da un ingente afflusso di greggio in arrivo dal Backlog USA  (in parole povere il totale dei pozzi perforati, ma non completati) e da Libia e Nigeria nel caso in cui le turbolenze interne che caratterizzano queste nazioni dovessero alleviarsi.

“Siamo sempre più soli nel prevedere un futuro rialzista per i prezzi del Petrolio - concludono gli analisti di R. James - ma siamo sempre convinti del fatto che le quotazioni possano registrare dei massimi ciclici nel corso dei prossimi 6 / 12 mesi ed incoraggiamo i nostri lettori a rimanere concentrati su quelli che sono i veri fondamentali di questo mercato senza lasciarsi trascinare da quello che potremmo definire una sorta di rumore quotidiano”.

 

Che sicurezza questi analisti, ma voi lo sapevate che prevedevano un barile ad 80 dollari nel corso di quest’anno? Come mai non lo hanno più detto….?

 

Fonte dati, dichiarazioni degli interessati e grafici Bloomberg


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