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Petrolio e riequilibrio del mercato: l’OPEC balla sola
(Pag. 2)



La Redazione Articolo pubblicato il 18/03/2017 10:00:03
Favorire il processo di riequilibrio del mercato (con dei prezzi sostenuti a fare da sfondo…) è l’obiettivo dell’azione OPEC che ha visto il suo culmine nell’implementazione degli accordi di Vienna del 30 novembre e 10 dicembre 2016, ma gli ostacoli sono molti...

 

I prezzi medi della benzina al dettaglio si attestano a 2,29 dollari per gallone nel mese di febbraio, valore che sottolinea un incremento del 31% rispetto all’anno passato: siamo molto lontani, quindi, dagli 1,696 dollari per gallone toccati nel mese di febbraio 2016 in concomitanza con un greggio appena al di sopra dei 26 dollari per barile.

 

Scorte in crescita

 

L’aumento dei prezzi ha ridotto i consumi e questo si è tradotto in un incremento delle scorte che, nelle rilevazioni del 10 febbraio, hanno toccato il livello record di 259 milioni di barili.

A determinare questo contesto è anche la varietà di offerta - in termini di combustibile - di cui sono oggetto i conducenti USA: non esistono solo i motori a benzina o diesel, ma anche quelli elettrici e proprio questi stanno guadagnando una popolarità sempre maggiore.

In ogni caso è necessario specificare che gli automobilisti americani rappresentano ancora un elemento fondamentale a livello globale, con alcune rilevazioni che evidenziano come il 9% del greggio globale sia destinato alla produzione di benzina da destinarsi ai conducenti statunitensi.

 

Un declino eccessivo?

 

Secondo gli analisti di Goldman Sachs il declino della richiesta a cui stiamo assistendo è esagerato e dovuto unicamente a fattori transitori: gli analisti dell’istituto evidenziano come il calo di 460000 barili indicato dei dati settimanali sia eccessivo con i dati reali che mostreranno un calo molto più contenuto di 85000 barili giornalieri rispetto all’anno passato.

Le scorte di benzina, durante gli ultimi 10 anni, hanno registrato il loro picco nei mesi di gennaio e febbraio, quando la guida risultava interrotta dalle condizioni meteo avverse, mentre il picco di richiesta si registra tradizionalmente tra il Memorial Day (fine maggio) ed il Labor Day (inizio settembre).

Nei conteggi ha influito molto la richiesta della California: lo stato risulta essere il maggior consumatore di benzina di tutti gli States e proprio qui le ore di guida hanno subito un netto calo a causa di precipitazioni particolarmente intense.

Le cattive condizioni climatiche si protraggono, generalmente, sino ad aprile e da questo mese in poi si prevede un ritorno della richiesta.

In ogni caso, a prescindere dalle previsioni più o meno negative, l’anno in corso non si presenta buono dal punto di vista della richiesta di carburanti e se si punta su un rialzo del greggio allora non resta che sperare nell’OPEC e nell’efficacia della contrazione della fornitura, perché di altri stimoli - probabilmente - non ne arriveranno…

 

Fonte dati e dichiarazioni degli interessati - Bloomberg

 



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