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Brasile, Carnevale e Real!
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Gianpiero Micheli Articolo pubblicato il 06/03/2017 13:00:56
Dopo il momento di crisi, attraversato dai mercati emergenti, successivo all’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, la situazione si è riportata alla normalità, se non addirittura in miglioramento, tanto che il real, oltre a riprendersi, è andato a toccare nuovi massimi nei confronti della divisa americana

 

Abbiamo parlato, non molto tempo fa, in un mio precedente articolo, della forza del real brasiliano nel corso del 2016, che aveva fatto registrare una performance di altissimo livello nei confronti del dollaro americano.

Dopo il momento di crisi, attraversato dai mercati emergenti, successivo all’elezione di Donald Trump negli Stati Uniti, la situazione si è riportata alla normalità, se non addirittura in miglioramento, tanto che il real, oltre a riprendersi, è andato a toccare nuovi massimi nei confronti della divisa americana.

Dopo aver toccato il livello di 4,0791, a febbraio 2016, un anno esatto dopo, il cambio USDBRL, è sceso al minimo di 3,0384, andando a violare il canale che avevo tracciato e dentro il quale si muoveva da tempo il prezzo, con un floor in area 3,12 circa.

Dopo l’inasprimento delle politiche monetarie, con la Federal Reserve che ha confermato il rialzo dei tassi graduale per almeno tre volte nel corso del 2017 e dopo la crisi passeggera dell’economia cinese, i mercati emergenti sono tornati a respirare una ventata d’aria positività, grazie agli accordi nel settore petrolifero con il relativo rialzo dei prezzi, alla ripresa dei commerci con la Cina ed al recupero di moltissime materie prime industriali dall’acciaio, al ferro fino al rame, altro protagonista di fine 2016.

Il calo dei mercati emergenti si è quindi trasformato in un’opportunità, per chi ha saputo crederci, tanto che l’indice Msci Emerging Markets, dal minimo del 2016 ha saputo guadagnare il 34%, mentre l’indice valutario Msci Em currency ha recuperato il 10% ed ancora l’indice che monitora i titoli di stato di questi mercati, si è ripreso del 5,5%.

Il paese che più ha giovato di questo recupero, è stato proprio il Brasile in quanto la crisi e la recessione in cui era piombato, si è rimarginata grazie al recupero dei prezzi delle materie prime di cui il paese è ricchissimo e grazie all’export che per il 18% del totale va verso la Cina, in particolare per la soia e lo zucchero per il settore agricolo.

Inoltre le risorse minerarie ed il petrolio hanno permesso un’altra importante via d’uscita dalla pesante situazione in cui il Brasile era caduto anche a causa dello scandalo delle tangenti relative a Petrobas che aveva coinvolto l’ex Presidente Dilma Rousseff.

 

A seguire - Real: Analisi Grafica



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