Utilizziamo i cookie, anche di terze parti, per alcuni dei nostri servizi.
Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Ulteriori Informazioni
Accetto Nego
Benvenuti su Commodities Trading
Vai alla tua area riservata   Accedi | Hai dimenticato la password?
Il primo portale italiano per il trading sulle materie prime

segnali operativi | opzioni su materie prime | corsi di trading | spread trading


Commodity Report del 01 Giugno 2015



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 01/06/2015 16:21:23

Novità: parte un nuovo servizio a valore aggiunto su commoditiesTrading fimato da Giancarlo Dall'Aglio



Primo numero per il nuovo report di www.commoditiestrading.it . L’intento è quello di fornire un’analisi quanto più ampia possibile sul focus del mercato, osservato a trecentosessanta gradi. Si prosegue poi, con l’analisi dei settori che settimanalmente ci sembreranno più interessanti nell’ambito delle materie prime includendo spunti operativi sui principali mercati, principalmente attraverso l’utilizzo di strategie in trading scalare e opzioni, senza tralasciare, all’occorrenza, segnalazioni di altre strategie di trading. Si tenga presente che, nel corso delle prime settimane, la newsletter verrà sempre più arricchita da nuovi contenuti che si aggiungeranno man mano, mantenendo un focus operativo e snello. Ogni vostro suggerimento per migliorarla ed arricchirla sarà gradito.

Abbiamo pensato di proporre il primo numero della newsletter con accesso gratuito. Dalla prossima settimana sarà disponibile in abbonamento ad un prezzo promozionale. Informati qui 

 

Buona lettura! 

 

 

Nelle ultime settimane gli operatori si sono concentrati sulle differenti e spesso contrastanti forze che spingono da più fronti.

 A)    Dollaro forte: è un tema che tiene banco da molte settimane. Gli Stati Uniti avrebbero già dovuto mettere mano all’aumento dei tassi di interesse; lo aveva fatto capire mesi fa Janet Yellen, ma, complici una crescita economica meno brillante rispetto alle attese, e ancor di più il QE della Banca Centrale Europea che ha inondato di liquidità la zona Euro, la Fed ha desistito dal compiere un passo che potrebbe, se fatto, portare ancora più in alto il valore del dollaro Usa rispetto alle altre valute.

Dollar Index 

 C’è infatti da dire la svalutazione dell’Euro contro dollaro, è solo il risultato più vistoso della politiche lassiste della banche centrali. Da dicembre 2014 a marzo 2015 infatti, oltre 35 banche centrali sparse per il globo hanno attuato tagli dei tassi d’interesse, tentando di rendere più competitive le proprie economie attraverso la svalutazione monetaria.

Banche Centrali 

 

Sta di fatto che l’Euro ha subito altre massicce vendite da quando, quasi due settimane fa, la Bce ha dichiarato che il quantitative easing andrà avanti fino a quando ce ne sarà bisogno aprendo quindi ad un prolungamento del periodo di attuazione  dichiarato in partenza.
Gli Stati Uniti, dal canto loro, per ora stanno sopportando sulle loro spalle tutto il peso di questo e di tutti gli altri interventi dei competitor ed è questo il principale motivo per cui noi, da mesi ci siamo dichiarati scettici rispetto ad un aumenti dei tassi Usa nel primo semestre 2015. Le probabilità a nostro parere, sono più per ulteriori rinvii e forse, anche se può sembrare paradossale detto oggi, per l’implementazione di QE 4 da parte di Yellen e soci. La verità è che, ormai, le banche centrali fanno il bello e il cattivo tempo decidendo le sorti dei mercati finanziari; esse sono schiave della droga che iniettano da anni a beneficio soprattutto delle borse azionarie.

B)    Grecia: i mercati sono molto volubili, si sa, e fino ad ora hanno completamente ignorato il pericolo che potrebbe scaturire da un eventuale accentuarsi della crisi greca. Poi, all’improvviso, un bel giorno potrebbero però decidere di svegliarsi, di cambiare idea e di spostare il proprio focus sulle conseguenze di una possibile dichiarazione formale di insolvenza da parte di Atene, e di una conseguente uscita disordinata dall’Euro. La Grecia, come ricordato più volte, è solo una piccola percentuale del PIL europeo, eppure, se si verificassero certe condizioni, il mercato potrebbe reagire con violenza; e indovinate chi sarebbe la prima vittima della speculazione? La nostra italietta e vi  spiego anche i motivo: come accennato, il problema della Grecia in origine era piccolo in termini finanziari, poteva essere salvata e portata di nuovo ad essere competitiva con una manciata di miliardi qualche anno fa. invece si è scelta la strada del rigore e dell’austerità e i risultati delle assurde  ricette della Troika sono sotto gli occhi di tutti. Disoccupazione alle stelle, fiducia ai minimi e tasso di povertà a livelli mai visti per Atene. Se la Grecia uscisse dall’Euro, il pericolo non sarebbe la Grecia stessa, ma il precedente che si verrebbe a creare, qualcosa di molto pericoloso per la stabilità dell’unione monetaria e i mercati, che sono il braccio armato di questo carrozzone che non funziona, agirebbero di conseguenza, spaventando a dovere gli altri Piigs e cercando di mettere subito in chiaro che chi sgarra, viene severamente punito. Spero sia chiaro, ma sull’argomento avremo modo di tornare, approfondendo, prossimamente.

 

Agricole

 

Le quotazioni di Corn, Wheat e Soybeans sono ancora in forte calo, complice uno stock di scorte più ampie del previsto per il raccolto 2014/2015 e avanzamenti delle semine particolarmente positivi per le tre “cugine”, per quanto concerne il raccolto 2015/2016. Il meteo sta facendo la sua parte, agevolando, per il secondo anno consecutivo, l’evolversi della situazione in Usa e procurando i ribassi che sono sotto gli occhi di tutti.

Per la Soybeans le aspettative per le prossime settimane non sono cambiate e restano lateral- ribassiste.

 Soia

 

 Sul Wheat avevamo assistito ad alcune giornate di ricopertura da un record di posizioni short assunte dai large speculators presente sul mercato, ma il ribasso è prontamente ripreso dopo il test di area 537 (scad. Settembre) riportando i prezzi in area 480.

 Wheat

 


Corn

 

C’è un dato molto interessante per chi opera guardando i fondamentali; il costo di produzione del mais Usa, secondo fonti autorevoli, si attesterebbe attualmente tra i 410 e 420 cts per bushel. Questo significa che ai prezzi attuali il Corn è nelle cosiddetta area valore. Con questo non sto affermando che automaticamente i prezzi debbano necessariamente risalire in fretta, però è un dato da tenere in considerazione.

Sul Corn i lettori che hanno seguito in questi mesi la newsletter di commodity option trading, sanno che abbiamo una posizione rialzista con acquisto di Call 440 Sept 2015. Il Corn è in forte ipervenduto e a questi prezzi la domanda potrebbe tornare a farsi sentire, quindi si può tentare di acquistare qualche altra call su scadenza dicembre. La call 400 vale 15 punti (750 Usd). Se date un’occhiata alle put vi renderete conto che valgono pochissimo e scendendo di appena 30 punti rispetto ai prezzi attuali, non si raccolgono neanche 400 Usd a contratto. Troppo proco, quindi, chi punta ad un rimbalzo può attrezzarsi comprando Call.

 

Soybean Oil

 Il meteo, come detto sopra, ha reso ribassista l’andamento della Soia e della Farina di Soia, le scorte sono ampie e sono previste elevate anche per il nuovo raccolto. Differente tuttavia è la situazione che riguarda l’Olio di Soia. Il fenomeno del Nino infatti , potrebbe penalizzare le coltivazioni nel Sud Est asiatico, da qui a qualche mese e se la produzione di olii vegetali dovesse subire rallentamenti, l’olio di Soia potrebbe ritrovare appeal per gli operatori. Sotto la lente è la produzione di Olio di Palma in particolare, perché potrebbe appunto risentire del meteo avverso.

olio di Soia 

 

  Il più grande esportatore mondiale di Olio di Palma è l’Argentina e potrebbe approfittare di eventuali cali di competitività di Malesia e Indonesia. Le scorte finali di olii vegetali per il raccolto 2015/2016 sono attesa in ribasso e in particolare il rapporto tra scorte ed utilizzo potrebbe risultare inferiore al 9% , ben al di sotto della media degli ultimi 5 anni e i minimi degli ultimi 30 anni.     

Strategia in opzioni: su scadenza dicembre si può comprare Call 35.00 (acquisto secco) in area 120  (720 Usd), oppure agire con un bull spread, comprando Call 35 e vendendo per esempio Call 37, limitando così il costo dell’operazione.  

Olio di Soia  

 

 Sugar

 

Coloro che mi seguono già da tempo sanno come la penso su questa commodity. A questi prezzi la ritengo molto interessante per il medio lungo periodo; basti pensare al fatto che il prezzo dello Zucchero è sceso di circa il  65% rispetto ai massimi del 2011, quando aveva superato abbondantemente quota 30 cts. Lo Sugar viene da 6 stagioni di surplus di produzione e quest’anno, per la prima volta potrebbe risultare in deficit di produzione per 2 o 3 milioni di tonnellate. I consumi cinesi sono in aumento e nelle scorse settimane abbiamo letto delle probabile volontà del gigante asiatico di stoccare nuovamente Zucchero in gran di quantità (d’altra parte il prezzo è allettante). Siamo vicini al costo di produzione e questo può indurre non solo la Cina, ma anche altri paesi ad acquistare. El Nino potrebbe incidere anche sulla produzione di Zucchero nei prossimi mesi, danneggiando Paesi come il Brasile. Sempre in Brasile è un aumento la domanda di zucchero per produrre Etanolo.

Il quadro tecnico ci indica una situazione di trend decisamente ribassista, ma come alcuni di vloi sanno, quando tutto sembra perduto, è il momento in cui appaiono i commercial che iniziano a comprare.

Sugar 

 Lo zucchero è  in una situazione ideale per la costruzione di una scala, partendo dei livelli attuali. Attenzione solo al contango.  Per chi non è sufficientemente capitalizzato e non vuole utilizzare i futures, si può agire con i CFD. Inoltre abbiamo molti EFT su cui agire. Ad esempio SGG (ipath pure beta Sugar) – (ARCA), oppure qualche ETC quotato sul mercato domestico.

In alternativa si può operare in opzioni acquistando ad esempio Call 14 ottobre in area 0.20 (224 Usd), che appare anche sottovalutata oggi.

 

 

Disclaimer: le operazioni di trading indicate in questo newsletter sono frutto di opinioni personali dell’autore e non costituiscono alcuna sollecitazione all’investimento. La speculazione di borsa può causare perdite e deve essere effettuata essendo consapevoli dei rischi che comporta. Nessuna responsabilità potrà essere addossata all’autore per eventuali perdite di portafoglio. Le performance del passato non costituiscono garanzia per l’andamento futuro degli investimenti indicati.  



Potrebbero interessarti anche...
Commodity Report del 25 Gennaio 2016
Commodity Report
Giancarlo Dall'Aglio 25/01/2016 08:36:59
Il focus del mercato è ciò su cui gli operatori si ... leggi tutto
Commodity Report del 4 Aprile  2016
Commodity Report
Giancarlo Dall'Aglio 04/04/2016 08:20:37
Dopo un trimestre ad alta volatilità, i mercati globali potrebbero aver ... leggi tutto
Commodity Report del 18 Gennaio 2016
Commodity Report
Giancarlo Dall'Aglio 18/01/2016 05:11:52
 L’ottava appena trascorsa ha visto aumentare il sentiment negativo presente sui ... leggi tutto
Abbonamenti
per i segnali operativi
Commodity Trading
Il servizio “Commodity trading” di Giancarlo Dall'Aglio, consiste in segnali operativi emessi principalmente su Materie Prime e basati su due metodologie ... leggi tutto

Commodity Report
Commodity Report è un servizio a cadenza settimanale basato sull’analisi indipendente dei principali mercati finanziari. Giancarlo Dall’Aglio pone l’attenzione sul focus ... leggi tutto

Questo sito non costituisce un’offerta o un impegno o un consiglio od una raccomandazione per l’acquisto di valori mobiliari. Le informazioni contenute in questo sito sono puramente indicative. In nessun caso COMMODITIES TRADING è responsabile dei danni che possono derivare dall’uso delle informazioni contenute in questo sito.

Le performance passate hanno molte limitazioni. Nessuna informazione nel sito vuol fare intendere che in futuro si potranno ottenere gli stessi profitti o perdite potenziali. Risultati completamente differenti da quelli presentati possono derivare ad esempio da modifiche strutturali del mercato, movimenti puntuali esplosivi e incontrollati del mercato, errori di sovradattamento del sistema ai dati. Le performance passate non sono indicazione né garanzia di performance future.

Il trading nei Futures è un’attività di investimento ad alto rischio per la quale è possibile perdere anche più del capitale depositato sul conto di trading. Entrando in questo sito si conferma di essere consapevoli dei rischi associati all’investimento in Futures.

La legge di riferimento per le informazioni contenute in questo sito è quella italiana. Eventuali persone che intendono utilizzare i nostri software dovranno verificare in autonomia e sotto la propria responsabilità le norme locali.
Tutti i diritti sono riservati © COMMODITIESTRADING ( è una divisione di Trading Media Group Srl ) - Sito web realizzato da NapoliWeb S.r.l. | Web Agency Napoli