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Petrolio, OPEC: ancora un ultimo, disperato, tentativo
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Gabriele Picello Articolo pubblicato il 28/11/2016 05:13:12
Il tempo stringe, Vienna si avvicina ed il ministro Al Falih fa i capricci. Il destino del Petrolio si decide mercoledì!

 

L’azione diplomatica dell’OPEC continua ed a dispetto di un’Arabia Saudita che, per la prima volta, suggerisce che non necessariamente il Gruppo necessita di un freno alla produzione, i rappresentanti dei paesi membri del Cartello volano a Mosca per incontrare i funzionari russi.

 

Il tempo stringe e Vienna è sempre più vicina, ma il Gruppo non ha ancora ben chiaro come suddividere eventuali tagli alla produzione, ma non solo, perchè ora ad elevare la tensione è anche il ministro saudita Khalid Al Falih che, a tutti gli effetti, lascia aperto uno spiraglio ad un nulla di fatto.

 

 

 Il ministro saudita Khalid Al Falih

 

“Ci attendiamo un recupero della domanda nel corso del 2017 ed allora i prezzi si stabilizzeranno senza un intervento dell’OPEC.  Il taglio della produzione non è l’unico percorso fattibile, possiamo anche contare sui consumi, soprattutto negli States”: queste le dichiarazioni, pesanti come macigni, rese dal ministro Al Falih e divulgate dal quotidiano saudita Asharq al-Awsat.

 

Le dichiarazioni di Al Falih giungono a mercato due giorni dopo dell’annullamento - da parte dei sauditi - dell’incontro preliminare del 28 novembre, incontro a cui avrebbe dovuto partecipare anche la Russia.

 

Per avere maggiori dettagli sull’annullamento dell’incontro di lunedì 28 novembre clicca qui

 

Secondo quanto dichiarato da Asharq al-Awsat, Al Falih avrebbe definito “inutile” un incontro con i produttori esterni al Cartello in assenza di un accordo tra i paesi aderenti.

 

A seguire - Russia e dissidi interni



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