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Petrolio, OPEC: è ora di abbandonare la nave dei tagli?
(Pag. 1)



La Redazione Articolo pubblicato il 17/07/2017 07:00:57
La strategia OPEC è stata condannata sin dall’inizio; tutto si basa sullo Shale e sarà meglio che lo capiscano in fretta

 

Al termine del 2016 l’OPEC ed i suoi alleati hanno presentato al mondo intero il loro piano per riportare il mercato in equilibrio, un piano che vede alla base una significativa contrazione produttiva in grado - almeno questo è quello che si pensa… - di abbattere il surplus sostenendo al contempo i prezzi del barile: le quotazioni hanno reagito bene, ve lo ricorderete anche voi il bel rialzo al di sopra dei 50 dollari, ma poi qualcosa è cambiato e le attese degli analisti su un protrarsi del rally sono state disattese.  Ora, con la strategia che sembra non restituire i risultati sperati, un istituto di credito sostiene che Cartello ed alleati dovrebbero decidersi a porre fine a quanto attuato in precedenza: sostanzialmente, si parla di far saltare gli accordi di Vienna (i fondamentali senza segreti? Scarica i video di Giancarlo Dall’Aglio).

L’ondata di downgrade alle previsioni di prezzo del barile è stata a dir poco imbarazzante e molti istituti di credito hanno ormai dichiarato apertamente l’inefficacia dell’azione di OPEC ed alleati nel loro intento di eliminare l’eccesso di offerta globale; Goldman, Bank of America, Citigroup: nessuno vuol più scommettere su un successo del Cartello, tutti hanno cambiato idea…  Solo Eugen Weinberg (Commerzbank) è rimasto fedele alla sua idea originale, ma per lui è stato facile, in fin dei conti già dall’inizio Weinberg metteva in guardia gli investitori sul fatto che l’azione OPEC si sarebbe tradotta in un fallimento!

“La strategia OPEC è stata condannata sin dall’inizio - spiega Weinberg - tutto si basa sullo Shale e sarà meglio che lo capiscano in fretta”.

Nel mese di dicembre 2016 i principali istituti di credito parlavamo di un barile a 60 dollari o più entro fine 2017, ma già all’epoca Commerzbank forniva una “view contrarian” che prevedeva un Petrolio a 50 dollari.

“I tagli alla produzione imposti dall’OPEC innescheranno un rapido aumento della produzione di greggio degli Stati Uniti”: questo scriveva Weinberg nella giornata dell’8 dicembre 2016 e da allora l’output statunitense ha iniziato a salire raggiungendo i livelli più elevati degli ultimi due anni ed ora è “in pista” per registrare un nuovo record.

 

A seguire - Abbandonare la nave



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