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Petrolio: USA e Russia tra vecchi accordi e nuove sanzioni
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La Redazione Articolo pubblicato il 15/01/2017 11:00:29
Nei primi anni 2000 il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e l’allora presidente USA George W. Bush decisero che era ora di migliorare i rapporti tra le due nazioni e quindi: da dove iniziare il processo di riavvicinamento se non dall’industria del Petrolio?

 

Nei primi anni 2000 il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e l’allora presidente USA George W. Bush decisero che era ora di migliorare i rapporti tra le due nazioni e quindi: da dove iniziare il processo di riavvicinamento se non dall’industria del Petrolio?

Gli Stati Uniti, a quel tempo, importavano una quantità di Petrolio doppia rispetto alla produzione e le intenzioni erano quelle di diversificare le forniture allontanandosi dai fornitori del Medio Oriente: in quel periodo le ampie, ed in parte non utilizzate, riserve russe necessitavano di due cose di cui le società statunitensi disponevano in abbondanza, ossia denaro e tecnologia.

 

 

Produzione USA di Petrolio 

In questo contesto le relazioni diplomatiche tra le due nazioni progredivano sempre più e nell’ottobre 2002 ebbe luogo, nella città di Houston, la prima edizione dello U.S.-Russia Commercial Energy Summit.  Nel meeting - della durata di due giorni - i membri di entrambi i governi ed i dirigenti di ben 70 società impegnate nel settore energy intrattennero una serie di discussioni e parlarono di business.  Undici mesi dopo l’incontro di Huston ci fu un secondo incontro, questa volta tenutosi a San Pietroburgo, dove si discussero le possibilità di un miglioramento delle condizioni per gli investimenti nel settore energy in RussiaUn avvicinamento delle due nazioni sembrava dietro l’angolo, praticamente una cosa fatta ma, non sembra vero, un terzo incontro non vide mai la luce.

Nel 2004, in Russia, l’aria iniziava a divenire pesante per i produttori privati di greggio con il governo che stava iniziando le operazioni di nazionalizzazione di alcune porzioni del settore energetico privato: in molti ricorderanno il caso Yukos, ad esempio.  Nel frattempo, in America, la tecnologia relativa al fracking (metodo di perforazione utilizzato in ambiente scistico) veniva sempre più sviluppato e perfezionato e gli USA erano decisamente riluttanti a condividere le loro scoperte con la Russia…   In un attimo tutti i buoni propositi scomparvero: gli States si muovevano con estrema cautela e le basi per un accordo tra le due nazioni vennero meno.

 

Produzione russa di Petrolio 

 

Ora, a parlare di un possibile cambio di rotta è Igor Yusufov (ministro dell’energia russo dal 2001 al 2004), che spera in una ripresa delle attività diplomatiche grazie all’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti.

 

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