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Petrolio: forse la Russia sa qualcosa. Ma non lo dice!
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Gabriele Picello Articolo pubblicato il 28/03/2017 05:17:45
Forse i russi sanno qualcosa sul Petrolio che gli altri produttori non sanno? Tutto può essere, ma una cosa è certa: nei giorni precedenti al meeting di domenica in Kuwait, la Banca centrale ha dichiarato di prepararsi ad un greggio a ridosso dei 40 dollari per barile…

 

Forse i russi sanno qualcosa sul Petrolio che gli altri produttori non sanno? Tutto può essere, ma una cosa è certa: nei giorni precedenti al meeting di domenica in Kuwait, la Banca centrale ha dichiarato di prepararsi ad un greggio a ridosso dei 40 dollari per barile…

Il contesto è decisamente particolare: una nota testata di settore ha condotto un sondaggio che ha coinvolto più analisti e da questa indagine è emerso che la maggior parte degli interpellati prevede un rialzo del Brent entro fine anno pari al 16%, ma il mercato diviene ogni giorno più nervoso, soprattutto alla luce del recente calo delle quotazioni ed in questo frangente assai teso si muove anche la Russia, le cui dichiarazioni non fanno che aumentare la tensione in essere.

Di fatto le autorità della Russia mostrano una certa prudenza, se si parla di crescita, e potrebbero non avere nemmeno tutti i torti d’altronde, come sottolineano alcuni operatori, è sicuramente meglio essere maggiormente conservatori ed essere sorpresi in modo positivo che non il contrario.

In questo contesto il Petrolio gioca un ruolo fondamentale, in quanto la crescita di cui abbiamo parlato appena sopra è strettamente legata alle evoluzioni di prezzo del greggio.

I funzionari del Cremlino hanno previsto una media di prezzo di 50 dollari per barile per la miscela Russia’s Urals nel corso dell’anno, ma si attendono un calo a ridosso dei 40 dollari entro la fine del 2017: da qui in poi non si prevedono grosse escursioni, con le quotazioni che graviteranno a ridosso di questi prezzi nel corso del 2018 e del 2019.

La Banca Centrale ha affinato le sue previsioni ed ha riesumato con particolare cautela le operazioni di allentamento monetario, ma ha anche indicato l’incertezza del mercato petrolifero come l’elemento chiave per le sue proiezioni particolarmente conservatrici.

 

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