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Petrolio: la vera vittima dell’OPEC
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La Redazione Articolo pubblicato il 12/01/2018 11:30:23
La strategia implementata da OPEC ed alleati al fine di riportare il mercato in una condizione di equilibrio ha senza dubbio restituito ottimi risultati, ma non mancano le vittime…

 

La strategia implementata da OPEC ed alleati al fine di riportare il mercato in una condizione di equilibrio ha senza dubbio restituito ottimi risultati, ma ha anche gettato nel caos un intero settore, ovvero quello della flotta di superpetroliere che trasportano il greggio da un continente all’altro.

Durante l’anno passato i guadagni medi del settore in oggetto sono crollati di oltre il 50% a livelli che non si vedevano dal 2009, livelli che si presentano nettamente inferiori a quelli previsti dagli analisti specializzati; in un momento già di per se estremamente critico si aggiunge la pressione derivante dai tagli alla produzione implementati da OPEC ed alleati.

“I tagli hanno ridotto in modo significativo i carichi dal Medio Oriente all’Asia e questo avviene proprio quando una gran quantità di nuovi vascelli è pronta per la consegna” (Olivier Jakob, Petromatrix).

Le superpetroliere, note come VLCC, arrivano a misurare un quarto di miglio in lunghezza e possono trasportare circa 2 milioni di barili di greggio; i tagli alla produzione, divenuti attivi a gennaio  2017, hanno limitato di molto il business di questo settore innescando una contrazione delle esportazioni.

Le esportazioni dei membri OPEC del Golfo Persico, nel corso del mese passato, sono scese al di sotto dei 18 milioni di barili giornalieri per la prima volta da agosto: scendendo maggiormente nel dettaglio si nota un declino delle spedizioni verso Cina e Giappone con partenza da Arabia Saudita, Iran ed Emirati Arabi Uniti.

Nel 2018 la flotta globale di VLCC è prevista in espansione del 4% dopo un aumento del 5,3% nel 2017 e del 7,4% nel 2016: l’espansione, come ormai è chiaro, si realizza in un momento di mercato sfavorevole connotato da tassi di esportazione in pesante calo negli ultimi mesi, un periodo in cui tradizionalmente tali tassi si presentavano in crescita (fonte Clarkson Research Services).

“Se l’OPEC rivedrà il suo accordo nel meeting di giugno - spiega Jakob - allora potremo assistere ad un recupero, ma se gli accordi saranno protratti sino al termine del 2018, allora i tassi di esportazione ne risentirebbero per l’intero anno”.

 

A seguire - I guadagni crollano

 


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