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Petrolio e tecnologia: innamorarsi va bene, ma qui si esagera!



La Redazione Articolo pubblicato il 21/11/2017 11:30:52
Petrolio e tecnologia: innamoratevi pure, ma attenzione a non trascendere nello stalking…

 

Il boom della produzione di Shale Oil degli Stati Uniti richiede previsioni più sofisticate che mai perchè, nel caso fossero troppo ottimistiche, potrebbero deprimere inutilmente il prezzo del barile: a fare questa affermazione non è il solito “fautore della disinformazione da tastiera”, ma bensì Harold Hamm, petroliere miliardario considerato il Re dello Shale Oil a stelle e strisce (nel video a seguire l’intervista in lingua originale concessa da Hamm ai giornalisti di Bloomberg).

In riferimento a queste previsioni errate in eccesso Hamm spiega: “… Rappresentano solamente uno svantaggio per il mercato statunitense, sono un driver molto potente, per cui è necessario che capiscano - qui Hamm si riferisce agli autori delle stime - questo concetto.  La Energy Information Administration, insieme a noi, è piazzata su una sorta di palcoscenico mondiale e proprio per questo necessita ora più che mai di metodi previsionali migliori e maggiormente sofisticati”.

Le previsioni formulate dalla Energy Information Administration sono state duramente contestate da analisti esterne che accusano i funzionari dell’agenzia di essersi accorti con troppo ritardo del vero potenziale tecnologico dell’intero settore, e questo vale sia che si parli del fracking che, ad esempio, del calo dei costi dell’energia solare ed ora alcuni produttori, tra cui lo stesso Hamm, ritengono che quegli stessi analisti stiano sopravvalutando il reale potenziale produttivo.

Le conseguenze di questo errore possono essere significative ed una salta agli occhi, ossia lo spread di 7 dollari tra WTI e Brent.

Secondo Hamm sarà importante per la Energy Information Administration ricevere feedback di rilievo da parte dei produttori nazionali e dalle compagnie che forniscono servizi, delle realtà che saranno in grado di far comprendere con maggior chiarezza le sfide che il mercato propone e le numerose “sfumature” che caratterizzano la produzione odierna: in questo momento gli azionisti stanno chiedendo ai produttori di essere disciplinati e di non sovraccaricare il mercato.

“È facile innamorarsi della tecnologia che le imprese hanno schierato nel settore petrolifero - conclude Hamm - ma qui qualcuno è andato oltre…”.

 

Fonte Bloomberg
Harold Hamm è fondatore e presidente di Continental Resources, nonchè a capo della Domestic Energy Producers Alliance of oil producers and industry trade groups


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